Molte aziende si domandano se c’è e se si dove sia il valore nel costruire o partecipare delle communities. Dal mio punto di vista questa è fondamentalmente la domanda sbagliata da porsi.
Si perchè in realtà le communities già esistono: persone con gli stessi valori, interessi, passioni sono in contatto le une con le altre e si scambiano idee, esperienze e opinioni. E parlano di voi, del vostro business e del vostro brand che vi piaccia o no, che lo vogliate o no.
Ora, non voglio sostenere a tutti i costi che il ritorno sull’investimento del social engagement sia irrilevante ma forse, davvero, è il caso di riconsiderare COME monitorate il vostro “ecosistema” di business e, più che misurare il ROI dell’investimento, provare innanzitutto a calcolare il COSTO dell’irrilevanza.
Le comunità on line, se ben considerate, gestite e supportate possono “muovere” in positivo molti processi di business. E siccome sono fondamentalmente UMANE generano creatività e innovazione in modi imprevedibili.
In fondo di tutto questo siamo o non siamo consapevoli? Quante volte nella nostra vita abbiamo pescato nei nostri network personali per gestire questioni pratiche, per vendere, per cercare casa o un nuovo lavoro?
Dunque si tratta solo di “digitalizzare” questo tipo di azioni. Ho già parlato dell’esempio eclatante della comunità dei “nutellofili” su facebook. Quante aziende non desidererebbero avere così tanti affezionati pronti a parlare bene di loro?










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