Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘human resources’ Category

Sul blog di Jeremiah Owyang che scrive in diretta dalla conferenza di Amsterdam sul Corporate Social Networking la sintesi, a cura del Dott.Urs Gasser dell’ Harvard’s Berkman Center, delle caratteristiche della generazione web native o facebook generation.

1.Interagiscono normalmente con persone di ogni parte del globo: e questo non può non avere un impatto sulle organizzazioni, sui brand, sugli insegnanti, sulle famiglie quando entreranno nel mondo del lavoro

2.Sono sempre on line: a 20 anni avranno passato on line circa 20.000 ore! Da cui derivano personalità multiple, pubbliche e private, on line e off line che hanno lo stesso peso sociale.

3.parlano pubblicamente di fatti personali: il 35% delle ragazze e il 30% dei ragazzi negli stati uniti ha un blog personale. Grande opportunità per le direzioni HR di conoscere dettagli e fatti personali dei propri dipendenti ma attenzione, vale anche il contrario. La facebook generation è abituata a “googolare” capi e colleghi!

4.Hanno la cultura della condivisione: per loro la condotta standard prevede la condivisione delle informazioni; non hanno solo il diritto di parlare ma anche quello di ascoltare. Il rischio: l’abuso di confidenza è dietro l’angolo, i digital native sono fans di wikileaks (lett. fughe di notizie, gossip, in realtà qui si fa riferimento ad un sito internet che dà spazio all’invio di materiale classificato e riservato, in genere documenti di carattere governativo o aziendale, da parte di fonti coperte dall’anonimato)

5.Sono creatori creativi, non più user passivi: Questa generazione crea i propri contenuti e li condivide direttamente on line (date un’occhiata ai social- report sul sito della Forrester per vedere un po’ di numeri)

6.Hanno diversi modelli di acquisizione/fruizione delle informazioni: Posto che il secondo socialnetwork di riferimento è per loro Youtube, questi ragazzi tendenzialmente “sfiorano” le notizie leggendo prevalentemente i titoli di una news. Difficilmente leggono un intero articolo.  Bisognerà riconsiderare le logiche di comunicazione interna (penso sempre alle organizzazioni)

7.Sono collaborativi, attivi e cooperativi.

8.Sono cacciatori di informazioni, “Learning through browsing” è il loro motto: sono una generazione multitask abituata a fare i conti con la sovrabbondanza di informazione a mixare quantità e qualità, a trarre conclusioni, a dare opinioni.

    Insomma….meditate aziende….meditate….

    Annunci

    Read Full Post »

    Dieci giorni e novanta voti dopo questo post qui ecco infine i risultati.

    1° – 27% dei voti: Un posto dove crescere in fretta

    Le opportunità personali e professionali qui sono senza fine. L’azienda si sforza continuamente di migliorarsi e allo stesso tempo dà agli individui le motivazioni e gli incoraggiamenti a ottenere ciò che desiderano.

    2° – 24% dei voti: mi ispira

    Con il termine ispirazione si intende una particolare eccitazione della mente, della fantasia o del sentimento che spinge un individuo a dar vita ad un’opera. A realizzare qualcosa. [fonte Wikipedia]

    La mia azienda ideale mi fa vedere oltre il visibile, mi affascina la verve intellettuale che manifesta. E’ capace di andare oltre l’immaginario, sconvolgere l’ordinario e coniare un nuovo modo di concepire il business. La mia azienda ideale mi ispira, mi motiva all’eccellenza. Qui le differenze vengono valorizzate, ci si contamina, si è curiosi, si sperimenta. La mia azienda ideale è uno spazio è un idea e la creatività qui è di casa.

    3° – 23% dei voti: mi paga bene

    Garantisce dei compensi equi per tutti. E’ imparziale, non fa favoritismi in assunzioni o promozioni.

    4° – 17% dei voti: E’ per uno sviluppo sostenibile

    …c’è una certa soddisfazione nel sapere che il lavoro che faccio sostiene un’organizzazione che ha un impatto positivo e profondo su altre organizzazioni e sulle vite di altre persone. La sostenibilità è oggi l’unica strada che può garantire la generazione di valore duraturo, nel tempo.

    5° – 8% dei voti: Mi manifesta riconoscenza.

    è entusiasmante fare del proprio meglio per un’azienda che lo apprezza per davvero.  Qui mi sento come se fossi io a fare la differenza.

    La mia azienda ideale, in realtà, queste caratteristiche le ha tutte e, udite udite, esistono delle realtà così, persino in italia: La classifica delle migliori aziende in italia secondo il GREAT PLACE TO WORK INSTITUTE ITALY

    Grazie ai 90 che hanno votato.

    P*

    Read Full Post »

    Ego! (ergo: “non collaboro”)


    Le aziende prosperano anche grazie al fatto di avere squadre e dipartimenti distinti. La cooperazione e l’interazione sono incoraggiate ma raramente si osservano forme di autentica collaborazione.

    Perchè?

    “Perchè ….. non conviene!”

    In realtà diciamo non conviene perchè collaborare fa soffrire il nostro ego.

    Per collaborare dobbiamo seppellirlo sotto 2 metri di terra e solo l’idea ci fa orrore.

    Ma se sostituiamo il nostro ego istintivo, spesso drammaticamente ipertrofico, con una autentica, intensa , curiosità allora saremo improvvisamente in grado di abbattere barriere insormontabili.

    Quando alla Harley-Davidson decisero di disegnare la prima [high-performance] super – moto (la V-Rod), si rivolsero agli esperti della Porsche per farsi dare una mano.

    Ecco un esempio di cosa vuol dire lasciare l’ego fuori dalla porta!

    [è off topic se chiedo da qui di andare a votare il sondaggio in questa pagina? non è appellarsi alla collaborazione in fondo??]

    Read Full Post »