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Archive for the ‘netguru’ Category

Gapingvoid

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Copia e incolla dal blog di Leandro

L’8 Giugno Frontiers ritorna. Appuntamento a ROMA.

L’Italia NON è un paese facile.

Non è un posto dove -senza soldi e coperture politiche- si possano fare miracoli.Eppure -ogni tanto- qualche eccezione capita.

Non è mai un caso, bensì il risultato di talento, tanto sudore ed un pizzico di fortuna.

Per cinque anni Frontiers of Interaction è riuscita a dare il suo contributo di speranza per l’innovazione, generando le condizioni per cui è stato possibile condividire conoscenze di vario tipo ed estrazione.

speaker_collageIn cinque anni si sono avvicendati circa 50 tra speaker internazionali e menti emergenti italiane. Tra questi ci piace ricordare: Dirk Knemeyer, Bruce Sterling, Elizabeth Chirchill, Takanori Shibata, Pabini Gabriel Petit, David Kirsh, Jeffrey Schnapp, Nathan Shedroff, Dario Nardi, Nicolas Nova, Matt Jones, Jeffrey Haung, David Orban, Asheley Benigno, Rafi Haladjian, Muriel Waldvogel, Howard Rheingold, Luca Mascaro… e poi ancora Antonio Rizzo, Fabio Sergio, Paolo Rigamonti, Stefano Sanna, Alessandro Valli, Bruno Giussani, Fabrizio Capobianco, Giorgio De Michelis, Roberto Fraboni, Roberto Borri, Teresa Colombi, Sebastiano Bagnara, Francesco DiNocera, …e sono certo di star dimenticando molti nomi.

Frontiers of Interaction viene realizzata grazie alla collaborazione attiva di persone ed aziende che credono in questo progetto e ne coprono le spese vive o realizzano le attività necessarie perché abbia successo. Senza che mai nessuno tenga un euro per sé.

Frontiers è senza fronzoli, senza cravatte, senza chiacchiere. E’ il posto dei Maker, degli innovatori seriali, di coloro che prediligono FARE.

Frontiers è un evento nato dal basso, fortemente voluto da quelli che WIRED definisce ItAliens. Persone che non si arrendono all’idea di una Italia incapace di fare della Innovazione sistematica e -tramite questa- costruire un Paese più moderno, sostenibile, libero. Una Italia capace di fornire maggiori opportunità ai talenti e -loro tramite- capace di creare maggiore ricchezza per tutti.

online il  sito ufficiale della Conferenza,  il gruppo Facebook e la registrazione aperta su Upcoming.

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i loved it!

via MIKE ARAUZ

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La prossima volta che qualcuno vi dice che i socialnetwork o i business social-centrici sono nuovi e rischiosi, ditegli di leggersi un libro di storia

Lee Bryant

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The Internet? Bah! (1995) – Perchè il cyberspazio non è e non sarà mai il nirvana è un articolo di Newsweek del 1995  in cui l’autore Clifford Stoll definisce internet sostanzialmente un “pacco” (fregatura/illusione n.d.r.).

Nell’articolo il giornalista afferma “ nessun database on line sostituirà mai un giornale cartaceo, nessun CD-ROM può sostituire un docente competente e nessuna rete di computer potrà mai cambiare il modo in cui le amministrazioni lavorano!

Alcuni estratti:

“Ogni voce può essere ascoltata istantaneamente e a costo zero in rete.

Il risultato? Ogni voce è ascoltata.

La cacofonia rassomiglia alle voci sovrapposte dei radioamatori, con i loro baracchini, le argomentazioni, le molestie, le minacce anonime. Li dove tutti gridano e pochissimi ascoltano….

…Nicholas Negroponte, direttore del MIT, predice che presto compreremo libri e giornali direttamente in rete. Siii certo… come no…

. . .ci promettono cataloghi on line, grandi acquisti con un semplice clik.

Acquisteremo biglietti aerei, prenoteremo ristoranti e negozieremo contratti.

I negozi diventeranno obsoleti. E allora come mai i centri commerciali fanno più affari in un pomeriggio che l’intera rete in un mese??

E anche se ci fosse un metodo sicuro per pagare in internet – e non c’è – la rete dimentica l’ingrediente essenziale del capitalismo: i venditori.”

questa, all’alba del 2009, è per me la parte migliore:

“E come può internet essere utile in politica?
Quando Andy Spano corse come rappresentante della contea di Westchester, N.Y., mise ogni comunicato e rassegna stampa su un sito on – line.
Ebbene, in questa ricca contea, con abbondanza di computer companies, quanti elettori si sono collegati? Meno di 30.
non mi pare un buon auspicio!”

Fa sorridere vero? Povero Clifford, alle volte ad esser troppo scettici si perde la faccia.

[Tranne che in italia ovviamente dove certe boiate ci si può permettere di sostenerle ancora oggi e in prima serata.]

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La creatività ama i problemi ma detesta la gente negativa.
Se tutti intorno a voi sono certi che l’economia è alla canna del gas, che la fine è vicina, che il tempo è esaurito e l’azienda è gestita da cani è praticamente impossibile trovare una soluzione creativa.
“falliremo entro la fine dell’anno” è corretto a meno che non contiate la creatività nell’equazione. In quel caso la dichiarazione corretta è: “Nell’ambito delle regole e dei presupposti correnti quindi nelle attuali condizioni falliremo entro l’anno” C’è una bella differenza!
La creatività può cambiare le carte in tavola, qualsiasi gioco stiate giocando.
Ma la creatività ha bisogno di essere esposta alle esigenze del mercato e, allo stesso tempo,  necessita di essere isolata dalle paure del mercato.
Datele un po’ di tempo per “lavorare”, un po’ di sostegno, un po’ di respiro.
Solo così la creatività può cambiare il radicalmente il destino del vostro business.

via seth

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nataliphone

lei è un genio.

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