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Posts Tagged ‘hugh macleod’

Gapingvoid

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Molte aziende si domandano se c’è e se si dove sia il valore nel costruire o partecipare delle communities. Dal mio punto di vista questa è fondamentalmente la domanda sbagliata da porsi.

Si perchè in realtà le communities già esistono: persone con gli stessi valori, interessi, passioni sono in contatto le une con le altre e si scambiano idee, esperienze e opinioni. E parlano di voi, del vostro business e del vostro brand che vi piaccia o no, che lo vogliate o no.

Ora, non voglio sostenere a tutti i costi che il ritorno sull’investimento del social engagement sia irrilevante ma forse, davvero, è il caso di riconsiderare COME monitorate il vostro “ecosistema” di business e, più che misurare il ROI dell’investimento,  provare innanzitutto  a calcolare il COSTO dell’irrilevanza.

Le comunità on line, se ben considerate, gestite e supportate possono “muovere” in positivo molti processi di business. E siccome sono fondamentalmente UMANE generano creatività e innovazione in modi imprevedibili.

In fondo di tutto questo siamo o non siamo consapevoli? Quante volte nella nostra vita abbiamo pescato nei nostri network personali per gestire questioni pratiche, per vendere, per cercare casa o un nuovo lavoro?

Dunque si tratta solo di “digitalizzare” questo tipo di azioni. Ho già parlato dell’esempio eclatante della comunità dei “nutellofili” su facebook. Quante aziende non desidererebbero avere così tanti affezionati pronti a parlare bene di loro?

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numero 7PRESERVA IL TUO LAVORO QUOTIDIANO

non sto dicendo che uno non debba seguire il suo sogno, ne che a seguire la via della creatività si debba necessariamente fallire, dico solo che di questi tempi è bene coltivare le passioni per poter un giorno passare alla storia mantenendo un occhio di riguardo per quelle cose che  ci consentono di  passare alla cassa.

c’è chi la chiama “The Sex & Cash Theory”

io la prima volta l’ho sentita da Alessandro

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Non importa come vadano lavoro, carriera o l’economia in generale, avere un buon network oggi garantisce maggiore solidità, continuità quindi sicurezza nel lavoro.  Fare networking oggi è fattore igienico e non conviene aspettare i tempi duri per coltivare la propria rete di contatti.

alcune leggi del networking (detto anche “schmozing” – US):

PRIMO, non è chi conosciE’ CHI CONOSCE TE.

SECONDO, i grandi schmoozers non pensano mai ” cosa può fare questa persona per me?” ma – “COSA POSSO FARE PER QUESTA PERSONA?”

se comprendi questo il resto verrà da se.

Guy Kawasaki ha scritto “The Art of Schmoozing.” , il provetto networker in 9 passi [ENG required] imperdibile.

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nel mondo digitale io sono amica di tutti e tre e scusate se è poco.

      

meglio??

insomma la rete ha decretato la morte del “LEI” a favore del diamocideltu.

al quasi proposito suggerisco la lettura di

Digital Citizenship: The Internet, Society, and Participation – di Karen Mossberger, Caroline J. Tolbert, Ramona S. McNeal   (3 donne- n.d.r.)

scrive Luca Eleuteri:

Digital Citizenship si muove tra libro e saggio nel tracciare il ruolo di Internet in ambito civico e la partecipazione politica. Ne esce un nuovo tipo di cittadino, quello “digitale”. Questo cittadino ha un potenziale elevatissimo, evoluto e capace di comunicare, decifrare e creare valore (sociale ed economico) in tempi rapidi. Il divario tra questo cittadino, prodotto della nuova era digitale e quello tradizionale introduce anche un divario socialmente oneroso, quello dell’esclusione dai processi democratici e della regressione culturale del secondo.

parliamone!

 

 

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thefuturebelongs219.jpg

Benvenuti!

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