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Posts Tagged ‘IBM’

ho già parlato qui di IBM e social networking in azienda.

Mi ero ripromessa, dopo una prima analisi, di tirare un po’ le fila.  Poi ho trovato questa presentazione di Adam Christensen fatta al Social Networking Conference di  Miami, lo scorso gennaio, che porta il caso IBM per parlare dell’impatto della cultura d’impresa sull’uso aziendale dei social media.

L’elemento emergente nella presentazione di Adam  è che la cultura d’impresa è il fattore determinante il successo o l’insuccesso del social media nell’organizzazione e quando il modello culturale di riferimento e il social media  si trovano faccia a faccia (uno contro l’altro) , il social media fallisce sempre. Sempre.

Troppo spesso le persone di una azienda  “A” riconoscono il grande successo che una azienda “B” sta avendo con il social media ” XYZ “. Logicamente decidono di fare la stessa cosa nella loro organizzazione. Ma i risultati sono drammaticamente diversi. Perchè?

Perchè non hanno tenuto conto della variabile culturale, inevitabilmente diversa tra le due realtà aziendali.

Ora, questo non significa che non possiamo influenzare la cultura interna ad essere più aperta, più collaborativa e più ricettiva ai social media. Al contrario credo ci sia molto da poter fare per creare un ambiente fortemente collaborativo. Il cuore del case study IBM presentato in calce ci dice proprio questo[eng. required]

quindi, se le 5 regole per iniziare sono:

  1. non è solo per grandi aziende
  2. fai del business model il punto di partenza
  3. fidati dei tuoi dipendenti
  4. fai uscire fuori la cultura interna
  5. non pensare top-down

le 5 regole per farlo funzionare sono:

qui sotto. Enjoy. [Eng. req]

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In che misura la vostra azienda facilita il social networking tra gli impiegati separati da una distanza geografica o organizzativa, o tra clienti e soci commerciali  (in essere o potenziali)?

Qual è il valore di questo capitale sociale dell’azienda (cioè le connessioni con e tra reti sociali e le connessioni tra gli individui)?

Come cambia la natura delle opportunità e dei vincoli che ogni persona può generare e quali sono le conseguenze per il gruppo di lavoro e per l’intera azienda?

IBM ha recentemente pubblicato una report di ricerca su Beehive – potevo non parlarne!?!??! – una piattaforma interna sperimentale creata per ridurre i confini tra lavoro e casa, dimensione professionale e personale, tra business e divertimento

Il rapporto evidenzia la prova empirica del potere di consolidamento del capitale sociale in azienda.

I ricercatori hanno analizzato gli elementi associati all’adozione, all’uso, alla motivazione e all’impatto del social networking sul luogo di lavoro e hanno verificato che:

Anche analizzando un campione ridotto di utilizzatori di Beehive, su un periodo di tempo limitato, si riscontrano dei collegamenti tra differenti modalità di utilizzo e… differenti tipi di capitale sociale.

C’è un sostanziale aumento di interesse nel ricercare i contatti interni all’azienda, un rafforzamento dei legami tra colleghi dello stesso gruppo di lavoro e un aumento della conoscenza dei network indiretti (conoscenti dei colleghi).

Quindi un aumento del capitale sociale cosiddetto di legame.

Altri effetti riscontrati sono:

  • l’aumento del senso di appartenenza e dell’orgoglio di contribuire al buon andamento dell’organizzazione;
  • l’aumento della vicinanza percepita con i colleghi di altre sedi o filiali;
  • Una forte interazione tra neoassunti o giovani in azienda e i senior o esperti, con l’effetto di una maggiore contaminazione dei saperi e delle conoscenze.

Il caso IBM dimostra anche che supportare le reti sociali in azienda significa più che portarsi in casa una piattaforma di social network

Le funzionalità del social network dovrebbero essere integrate non solo con le piattaforme IT esistenti ma anche con le specifiche esigenze di abilitazione di diversi livelli di reti informali con le esistenti strutture convenzionali e le necessità di flusso delle informazioni e delle competenze dell’azienda. E questa è evidentemente la parte più difficile da realizzare.

Come in ogni iniziativa di change, favorire la giusta adozione dello strumento è ugualmente importante quanto costruire una piattaforma tecnicamente corretta.

Infine, l’introduzione di una piattaforma di social network, solleva temi importanti quali lo stato dell’arte della dimensione IT in azienda, l’alfabetizzazione delle tribes aziendali agli strumenti informatici, la gestione delle informazioni personali delle persone, delle conversazioni private; la verifica dei livelli e dei flussi di informazione che devono coincidere con la cultura e con le aspettative degli utilizzatori.

Ma di questo parlerò in un prossimo post.

Il report IBM lo trovate qui: [IBM_social_networking_research] – [ENG]

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