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Posts Tagged ‘perle di saggezza’

Siamo più intelligenti. Non tutti, naturalmente, ma tanti sì.

Non chi resta legato a un mondo generalista sempre più piatto: d’altra parte l’evoluzione non si misura guardando verso il basso. Ma chi -tanti- ha cominciato a connettere, a spaziare, a rimodellare percezione e conoscenza sulle nuove possibilità tecnocomunicative e antropologiche, ecco chi fa così è molto più intelligente.

A non funzionare è proprio l’intelligenza convenzionale, quella che pretende di interpretare il mutamento sulla base delle sue invecchiatissime categorie.

L’intelligenza di chi adesso è più intelligente è più biologica che logica, non puramente concettuale ma organica e globale. E’ un’intelligenza capace di connessioni simultanee e non soltanto di processi lineari e sequenziali. E’ un’intelligenza che si estende più in orizzontale che in verticale. [Franco Bolelli x D di Repubblica 27 febbraio 2010]

Sulla ricerca

[…]secondo me c’è grande spazio per la ricerca, proprio perché intorno ad una serie di valori classici, tradizionali, convenzionali, una serie di comportamenti, una serie di parametri, le vecchie mappe non tengono più. io ho l’impressione che contrariamente a quello che si pensa si sia aperto in questo momento un periodo di grandi spazi comunicativi. grandi spazi nei quali c’è la possibilità concreta, che potremmo esemplificare attraverso tantissimi esempi, per cui operazioni di ricerca possono in realtà sviluppare in questo momento anche una grande energia comunicativa. in qualche modo credo che la fusione tra il progetto di ricerca e un progetto di comunicazione oggi sia molto più possibile di quanto non fosse soltanto pochi anni fa.[…]

Sulla contaminazione

[…]contaminazione è una parolaccia fondamentalmente, è stata usata e abusata. io ho l’impressione che siamo un passo avanti. ovvero, la contaminazione come semplice prendere pezzi da una parte e pezzi dall’altra e metterli assieme, è stata una operazione curiosa ed interessante ma con dei limiti proprio strutturali. io ho l’impressione che oggi si vada a toccare, almeno nei casi di ricerca più consapevoli, il dna stesso della ricerca. non si prendono cose già preconfenzionate e le si mettono insieme, che era l’esempio della contaminazione del post moderno. secondo me, oggi si interviene direttamente sul codice genetico delle cose, per cui ci sono delle operazioni che nascono nello stesso tempo in suoni, in immagini, in parola, in concetto, tutto assieme, questa mi sembra la frontiera più avanzata che noi stiamo vivendo. […]

Sull’apprendimento

[…]ho la sensazione che tutto abbia una dimensione pedagogica, sono convinto anche, per mia esperienza personale, non voglio applicarlo a nessuno per carità, che però le più alte esperienze pedagogiche non arrivano attraverso una volontà pedagogica, arrivano attraverso dei percorsi di fascinazione, dei percorsi che vanno a toccare qualcosa dentro le persone che vogliono comunicare, non semplicemente in una dimensione didattica[…]

Sul Leggere in anticipo

[…]presagio, intuito, istinto, senso della corrente, surf, parliamo del surf. oggi di surf parla il marketing, parlano le aziende, cominciano a parlare tutti, ed è una buona cosa, perché se alcuni concetti che sino a poco tempo fa riguardavano solo un’area delimitata e bizzarra, oggi cominciano ad essere presi anche da mondi più vasti. è un buon segnale perché vuol dire che gli strumenti a cui quei mondi si aggrappavano non servono più a niente. io credo che l’istinto del surf sia fondamentale a maggior ragione oggi, perché in un mondo nel quale si sono moltiplicate e si stanno moltiplicando all’infinito le possibilità di scelta, si tratta anche di moltiplicare le capacità di scelta. questa è la grande sfida antropologica che abbiamo davanti. allora il surfer, è quello che in qualche modo partecipa all’evento, non lo guarda dalla spiaggia, è dentro, dentro al farsi della corrente, in qualche modo ha l’istinto di riconoscere fra tutte le onde l’onda che gli appartiene, la sua onda, l’onda da cavalcare. io credo che per chiunque abbia un ruolo creativo, inventivo, propositivo, la logica sia proprio quella del surfer. non ci sono schemi, non ci sono regole, non ci sono parametri convenzionali e classici ai quali rivolgersi, perché quei parametri non funzionano più, siamo in una situazione di frontiera nella quale le mappe convenzionali, quelle che ci hanno portato fino a lì, noi possiamo solo ringraziarle per la funzione che hanno avuto, ma non ci servono più a niente, perché quello che c’è davanti è tutto nuovo. e allora si tratta di sviluppare l’istinto del pioniere. io credo che oggi, pionieri, surfer e ricercatori, i personaggi di frontiera (che in qualche modo ci sono sempre stati), siano il prototipo dell’evoluzione, perché in un mondo nel quale tutti i parametri convenzionali non funzionano più, l’unico modo per procedere è farsi da sé il proprio percorso, con quella specie di istinto che solo questo tipo di personalità possiedono.[…]

[…] “non dobbiamo confondere le frontiere con confini, i confini sono quella cosa che da lungo tempo vengono abbattuti per fortuna. frontiera è quello spazio mentale, ma anche fisico, nel quale non ci sono tracce, nel quale tutto è ancora da fare, nel quale – come nel vecchio west – la legge e il filo spinato non sono ancora arrivati, le categorie convenzionali non sono ancora arrivate, e non ti resta che spaziare. io sono convinto che esistano oggi frontiere in ogni campo, anzi a maggior ragione, proprio perché i confini tradizionali non tengono più, è tutto diventato frontiera. la ricerca biologica, l’estensione della vita, il campo stesso della reinvenzione dei modelli antropologici, oggi è una nuova frontiera. il campo della fusione dei linguaggi è una nuova frontiera. in questo senso si tratta di esplorarli con quella mente aperta e con quello spirito da pioniere, che è fondamentale proprio perché non puoi rifarti a nulla che appartenga al passato per poter procedere, avanzare e inventare.” […]

reminder: ogni articolo classificato come “perle di saggezza” non è il prodotto dei miei esercizi intellettuali. Più semplicemente si tratta di un copia incolla di idee altrui che condivido al 100% e che quindi posto qui a beneficio dei milioni di lettori che seguono questo straordinario spazio. Qui si parla di INTELLIGENZA perchè non si può sempre sputar veleno.  :-p

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premessa: ogni articolo classificato come “perle di saggezza” non è il prodotto dei miei esercizi intellettuali. Più semplicemente si tratta di un copia incolla di idee altrui che condivido al 100% e che quindi posto qui a beneficio dei milioni di lettori che seguono questo straordinario spazio. Qui si parla di Energia e in particolare del famoso concetto  “EMISSIONI ZERO” di cui si va abusando ultimamente. enjoy :-p

“EMISSIONI ZERO”

Mi sorprende sempre l’uso di un vocabolario “assolutistico”, che genera in chi legge aspettative sproporzionate.

L’espressione “emissioni zero” è un “non sense”, più o meno dello stesso tipo pseudo-intellettuale di quella che recita “I terremoti non si prevedono”, a cui mi hai sentito (o letto) più volte attribuire la dote dell’imbecillità. (altro…)

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