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da  Wikipedia:

L’intelligenza Sociale, secondo la definizione originale di Edward Thorndike, è “l’abilità di comprendere e gestire le persone (uomini, donne, ragazzi e ragazze) per agire saggiamente nelle relazioni umane”

La maggior parte dei ragionamenti  sul Web 2.0, Enterprise 2.0, e il web sociale sono incentrati sugli elementi tecnologici di questi spazi emergenti. (che poi, emergenti…..tra un pò saranno obsoleti e continuiamo a chiamarli emergenti)

Nonostante le conoscenze tecnologiche necessarie per partecipare la rete sociale si vivano come un grosso problema , una volta a superato questo ostacolo vi ritroverete in uno spazio molto più grande e di fronte ad un tema che stiamo solo cominciando ad esplorare.

Nella mia esperienza personale di blogostetrica e blogsitter ho verificato che l’abilità tecnologica comprende forse 5-10% di ciò che si deve sapere per avere successo online.

Quello che veramente è importante, l’ abilità che è indispensabile possedere, è l’intelligenza sociale.

Ci stiamo avvicinando alla fine del tempo in cui la tecnologia era un gate keeper. Non abbiamo più bisogno di essere sviluppatori per creare una pagina web e non è  nemmeno più necessario utlizzare chissà che CMS per produrre e pubblicare contenuti.Visto che le tecnologie sociali sono sempre più delle commodities la conoscenza necessaria per muoversi in rete si sta spostando sempre più verso asset intangibili. E, con l’arrivo della generazione Y nei gruppi di lavoro, è arrivato il momento di rifletterci seriamente.

Daniel Goleman nel suo libro Social Intelligence, integra un’ ampia (ma accettabile) dose  di Neuroscienze sociali per dimostrare come i nostri cervelli siano tutti interconnessi.

Recentemente, Jenny Andrews ha tenuto una conferenza sull”evoluzione del nostro cervello sociale dimostrando che la nostra intelligenza sociale, con l’empatia al picco più alto, rappresenta il livello più alto dell’ evoluzione dell’uomo fino ad oggi.

Bene, che c’entra questo col web sociale?

MA DAI!! MA TUTTO!!!

Certo che è importante sapere come creare links, integrare i diversi media, lasciare trackback ma il nostro “successo” in rete sarà determinato da ciò che metteremo in campo per decidere come e quali di queste azioni eseguire.

Blog, wiki, forum, Twitter, reti sociali e così via sono tutti fatti di persone. Ecco perchè quel che conta è come interagiamo con queste persone pubblicamente (perchè in rete sei sempre davanti al mondo). Questo significa che le competenze sociali diventano strategiche soprattutto se si passa dal diario personale alla gestione di un blog professionale.

I top listers del web sociale di oggi sono quelli che hanno saputo rapportarsi in modo fluido, intuitivo, corretto con  i concetti di socializzazione e conversazione. Ma ancora una volta, a breve, la sola intuizione on line potrebbe non essere più sufficiente. Sviluppare e mantere la necessaria (è si ormai è proprio necessaria) RILEVANZA ON LINE sarà la sfida più grande del prossimo web-futuro.

Ovviamente non ho nessuna ricetta (se le avessi sarei già ricca) però qualche suggestione….

  • Social Intelligence – leggetevi il libro di  Daniel Goleman.
  • Trasparenza radicale – Questo è il concetto fondamentale che permea la bolla tecnologica. Comprenderlo bene aiuta a relazionarsi con l’ambiente sociale della rete
  • Lasciatevi ispirare dall’esperienza di Fernando Flores, qui il suo Blog e leggete “Il potere delle parole
  • N – A – V – I – G – A – T – E   , N – A – V – I – G – A – T – E, N – A – V – I – G – A – T – E, N – A – V – I – G – A – T – E !!!

e rimaniamo in contatto. ovviamente.

bzzzzz

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Guida al management perfetto

Immagine1

Siccome competiamo sia in mercati scarsi sia in mercati abbondanti, la struttura di management non è a taglia unica: dobbiamo perseguire simultaneamente il controllo e il caos.

Vi sembra schizzofrenico? E’ soltanto la natura del mondo ibrido in cui stiamo entrando, dove scarsità e abbondanza coesistono fianco a fianco.

[cut&paste da wired in edicola]

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Copia e incolla dal blog di Leandro

L’8 Giugno Frontiers ritorna. Appuntamento a ROMA.

L’Italia NON è un paese facile.

Non è un posto dove -senza soldi e coperture politiche- si possano fare miracoli.Eppure -ogni tanto- qualche eccezione capita.

Non è mai un caso, bensì il risultato di talento, tanto sudore ed un pizzico di fortuna.

Per cinque anni Frontiers of Interaction è riuscita a dare il suo contributo di speranza per l’innovazione, generando le condizioni per cui è stato possibile condividire conoscenze di vario tipo ed estrazione.

speaker_collageIn cinque anni si sono avvicendati circa 50 tra speaker internazionali e menti emergenti italiane. Tra questi ci piace ricordare: Dirk Knemeyer, Bruce Sterling, Elizabeth Chirchill, Takanori Shibata, Pabini Gabriel Petit, David Kirsh, Jeffrey Schnapp, Nathan Shedroff, Dario Nardi, Nicolas Nova, Matt Jones, Jeffrey Haung, David Orban, Asheley Benigno, Rafi Haladjian, Muriel Waldvogel, Howard Rheingold, Luca Mascaro… e poi ancora Antonio Rizzo, Fabio Sergio, Paolo Rigamonti, Stefano Sanna, Alessandro Valli, Bruno Giussani, Fabrizio Capobianco, Giorgio De Michelis, Roberto Fraboni, Roberto Borri, Teresa Colombi, Sebastiano Bagnara, Francesco DiNocera, …e sono certo di star dimenticando molti nomi.

Frontiers of Interaction viene realizzata grazie alla collaborazione attiva di persone ed aziende che credono in questo progetto e ne coprono le spese vive o realizzano le attività necessarie perché abbia successo. Senza che mai nessuno tenga un euro per sé.

Frontiers è senza fronzoli, senza cravatte, senza chiacchiere. E’ il posto dei Maker, degli innovatori seriali, di coloro che prediligono FARE.

Frontiers è un evento nato dal basso, fortemente voluto da quelli che WIRED definisce ItAliens. Persone che non si arrendono all’idea di una Italia incapace di fare della Innovazione sistematica e -tramite questa- costruire un Paese più moderno, sostenibile, libero. Una Italia capace di fornire maggiori opportunità ai talenti e -loro tramite- capace di creare maggiore ricchezza per tutti.

online il  sito ufficiale della Conferenza,  il gruppo Facebook e la registrazione aperta su Upcoming.

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